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Alcide Pierantozzi vince la 42esima edizione del Premio Bergamo

AchabdiAchab
26 Aprile 2026
in Letterature, Premio Bergamo
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Alcide Pierantozzi vince la 42esima edizione del Premio Bergamo

Molti se lo aspettavano; la grande partecipazione all’incontro con il pubblico all’inizio di marzo aveva già dato un segnale circa l’inclinazione del pubblico. Alcide Pierantozzi, con Lo sbilico (Einaudi 2025), vince la 42esima edizione del Premio Bergamo, superando nettamente libri che pure avevano dato l’impressione di potersela giocare, conquistando un notevole numero di voti della giuria popolare. In una cinquina quantomai variegata, tra romanzi e racconti, autobiografie e autofinzioni, ha vinto la storia di una malattia psichiatrica, raccontata dall’infanzia, quando la diagnosi non esiste ancora ma gli effetti cominciano già a condizionare l’esistenza, e poi nella vita adulta, quando le terapie intervengono a placarne i sintomi e permettono di costruire una preziosa consapevolezza. Per raccontare la sua storia Pierantozzi usa una lingua ricca, densa, ricercatissima, che sembra inventata ma è invece la cosa più vera del suo libro: lo strumento che fa letteratura della sua malattia è infatti anche il sintomo più evidente di quella malattia, che trova nelle parole, concrete, a volte anche ostili, l’unico appiglio a cui aggrapparsi quando la realtà comincia a sfuggire dalle mani.

Nelle preferenze della Giuria Popolare – composta da adulti, giovani, scuole e gruppi culturali – Lo sbilico ha ottenuto un totale di 45 voti, precedendo Inverness (Polidoro, 2024) di Monica Pareschi e Cartagloria (Adelphi, 2025) di Rosa Matteucci, secondi ex aequo con 25 voti. Al terzo posto con 22 voti A Beautiful Nothing (Edizioni di Atlantide, 2024) di Enrico Terrinoni,  seguito al quarto posto con 8 voti da Il cielo più pietoso è quello vuoto (Sellerio, 2025) di Eugenio Baroncelli.

Questo il verdetto emerso nella serata di ieri, sabato 25 aprile, nello Spazio Incontri A2A della Fiera dei Librai Bergamo, che per la prima volta ospita concretamente la rassegna, celebrando così un prezioso sodalizio fra il Premio e la Fiera, due manifestazioni di rilievo nazionale che la città di Bergamo può propriamente vantare come “polo letterario”. Un folto pubblico ha partecipato alla serata finale, condotta come di consueto da Max Pavan, giornalista responsabile dell’informazione di Bergamo Tv,  e aperta dalle parole del Presidente del Premio, Massimo Rocchi, che ha citato alcune pagine del recente libro di Ermanno Cavazzoni, Storia di un’amicizia, per ricordare gli strumenti che la letteratura mette a disposizione per leggere tempi cui il mondo sembra popolato esclusivamente da diavoli. Sul palco si sono poi alternati i cinque finalisti, intervistati da Pavan, che ha toccato i punti salienti di ogni libro per consentire anche a coloro che non le avevano lette, di entrare pienamente nell’atmosfera delle opere.

Prima dello spoglio dei voti, con la storica lavagna aggiornata tranche dopo tranche, è stato il turno della docente e scrittrice Adriana Lorenzi che oltre al suo impegno ventennale nella casa circondariale di Bergamo, da anni propone dei laboratori di scrittura promossi dal Premio Bergamo che vertono sui cinque libri finalisti: ogni anno i detenuti sono parte della Giuria Popolare del Premio e sulla rivista diretta da Lorenzi “Spazio – Diario aperto dalla prigione”  vengono pubblicate le loro recensioni sulle opere in concorso. Ad affiancarla sul palco, Vitor ha portato la sua diretta testimonianza e presentato un lavoro collettivo e creativo sulla cinquina di questa edizione. Hanno collaborato quest’anno anche i redattori della rivista culturale “Aratea” che hanno realizzato uno scambio epistolare con i partecipanti al laboratorio di scrittura in carcere.

La cerimonia si è quindi conclusa con l’assegnazione del premio ad Alcide Pierantozzi che, preso dall’emozione, ha ringraziato tutti e ricordato la zia Giuseppina, da poco scomparsa. Lo sbilico riporta un altro premio, a pochi giorni dalla vittoria del Premio Wondy e del Premio Valle d’Aosta. E mentre ancora tintinnano i bicchieri che brindano al nuovo vincitore, qualcuno si chiede se questo primo posta non possa essere di buon auspicio anche per la cinquina dello Strega.

Tags: finaleLo sbilicoPierantozziPremio Bergamopremiobgromanzo
Achab

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