Riccardo Frolloni e Diletta D'Angelo ci portano in Argentina, paese di furie e nostalgie, di giardini e dulces de leche, di poeti, emigrati e desaparecidos.
Giacomo Proia racconta di Abu Dhabi, proiezione forse distopica di urbanistiche future: "città divorate dal sole, dalla tecnologia, dall'autorità. Il tutto in vendita".
Andrea Bui ci porta per la Parma dietro, o attorno, alla sua facciata respingente: un Oltretorrente luogo di barricate e condivisione, fra bianchi macchiati e piazze.
Yari Bernasconi e Andrea Fazioli mandano cartoline da non importa dove: luoghi più o meno reali, passati o no, in cui il dove, appunto, importa poco, perché il racconto si regge sull'intensità dello sguardo.
Bresso non ha piazze, ha solo rotonde che regolano il traffico nei punti in cui si intersecano le vie che costeggiano i lotti di palazzoni: una mappa personale, familiare, quasi d'archivio, della periferia milanese.
Brescia non è Milano, ma può essere raccontata attraverso un film
Jennifer Ferluga ci porta a Trieste, ma non quella dei caffè eleganti: una Trieste di tende e di pozzanghere, sulla rotta balcanica. Fra Silos occupati, controlli della polizia, piaghe ai piedi e il borino notturno nella schiena.
Le non Langhe, non niente di Livio Milanesio raccontano come la brandizzazione stravolge un territorio. In questa mappa molto narrativa, invece, si passsa dai margini, in bici, con una guida d'eccezione, un grappolo di barbera, dei chinotti col...
Cagliari raccontata con parole d’amore, quelle di Ciro Auriemma per la sua città.
Mattia Ravasi ci regala un percorso personale nella Monza della speculazione edilizia, dell'aria irrespirabile e di una metropolitana mancata.
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