Mia Lecomte scrive di "Tanka per le quattro stagioni (e altre poesie brevi) di Fabrizio Bajec, edito da Vydia nel 2024.
Lucrezia Fontanelli analizza gli ultimi due libri di Riccardo Frolloni, concentrandosi in particolare su Amigdala (Aragno, 2024).
Marco Rizzo scrive di "Disbrigo degli affari correnti" (Sensibili alle foglie 2024), esordio di Niccolò Bosacchi.
Stefano Bottero legge Partire da qui di Stefano Modeo (Interno poesia 2024, Premio Tirinnanzi 2024), mostrandone le vene aperte della lingua e dello sguardo, protesi verso un Meridione “saturnale” visto dal Nordest.
In una recensione acuta e sensibile, Oana Pughineanu-Oricci rintraccia l’io poetico in dissoluzione fra le “Ipotesi sul mio disfacimento” formulate da Bernardo Pacini nel suo più recente libro di poesia (Mar dei Sargassi, 2024).
Fabrizio Miliucci scrive di "Poesie", di Antonio Bux, edito per Marco Saya nel 2024, che compendia e rivisita le trentatré raccolte del poeta.
Eleonora Crippa disseziona con precisione chirurgica "Defrost", raccolta poetica di Diletta D'Angelo che si offre, giusto appunto, come un tavolo anatomico per nuclei parentali.
L'ultima raccolta poetica di Marco Vitale, "La strada di Morandi" (Passigli 2024), alterna leggerezza e dubbio, costruendo delicate architetture in versi. Vitale procede a tentoni, esplorarando realtà e memorie sempre incerte e impermanenti.
"Unreel" (Zacinto, 2024) è l’ultima, fulminea raccolta poetica di Giuseppe Nava. Un lavoro a metà tra l’uncreative writing e la musica glitch, in cui le prose concatenano tanti spunti superficiali, bite-sized, a bassissima risoluzione
Fra i migliori titoli del 2024 (ma non solo), selezionati dalla redazione della Balena (ma non solo), per i consueti consigli di natale. Vi serviranno per sopravvivere ai parenti (ma non solo).
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