Di quali odori è composta la Dublino di questi anni? Cosa tradiscono e quali storie raccontano? Claudia Dellacasa propone un percorso sinestetico in undici tappe.
Elisa Attanasio ci racconta dell'alluvione di Faenza, dell'acqua che sale, un'acqua che è il contrario dell'acqua, e che ribalta drammaticamente il "dentro" e il "fuori".
Francesco Deotto ci strabilia con un virtuosismo: una mappa di mappe, nella Ginevra del Plainpalais, tra scheletri coloniali e prezzi difficilmente contrattabili, trou a forma di croissant e parcheggi-labirinto.
Fabrizio Miliucci prende Caravaggio, Fellini, un tram da Termini, un ecomostro, un giro in vespa e ne fa una mappa di Roma perfetta.
Simone Giorgio ci porta a Leicester, sbornia semiotica di references e pub economici, vecchi Penguins e tifosi dello United, lungo sogno in scrittura tesi, con il ronron inconfondibile di tutte le province.
Francesco Fusaro, in questi dieci flashback a uso personale "prima che il tempo ne disfi la memoria", ci porta a ballare a Brixton, a sentire i live sui pavimenti appiccicosi, a piangere Ziggy Stardust, a guardare la gentrificazione...
Antonio Potenza torna alle ville eclettiche di Cenate, sul litorale pugliese, fra Nardò e Porto Selvaggio, e scopre che l'entropia affiora geometricamente, nel tempo e nello spazio. Una mappa architettonico-sentimentale, sui conti che (non) tornano.
Marcello Sessa scrive una mappa obliqua e alternativa della città di Pisa facendone parlare i muri, che un tempo erano pieni di scritte eloquenti ora ingiustamente cancellate.
Elisa Teneggi insegue un'Edimburgo passata, perduta, ma non più trainspotting, o forse sì, solo new money e turisti e compranti, o forse no.
Giulia Sarli ci accompagna in una Bergamo notturna, in un tempo sospeso, fra ricordi, luoghi noti, e canzoni ascoltate con le cuffie.
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