La Balena Bianca
  • Letterature
  • Poesia
  • Cinema
  • Naufragi
  • Mappe
  • Premio Bergamo
  • Sostieni la Balena
  • Ciurma
No Result
View All Result
  • Letterature
  • Poesia
  • Cinema
  • Naufragi
  • Mappe
  • Premio Bergamo
  • Sostieni la Balena
  • Ciurma
No Result
View All Result
La Balena Bianca
No Result
View All Result
Home Letterature

Katie Kitamura e l’arte della performance

Diletta CapocchidiDiletta Capocchi
17 Novembre 2025
in Letterature
0
Katie Kitamura e l’arte della performance

Si dice spesso che non si dovrebbe giudicare un libro dalla copertina. Eppure, nel caso di Audizione di Katie Kitamura, è proprio la copertina a introdurre uno dei temi centrali: il teatro, inteso tanto come luogo fisico – la protagonista è un’attrice – quanto come metafora della vita come performance.

Uscito a fine agosto per Bollati Boringhieri e incluso nella shortlist del Booker Prize, Audizione è un romanzo breve (conta meno di duecento pagine) che si divora in poche ore: le prime ottanta circa, in particolare, hanno un magnetismo che tiene chi legge incollato alle pagine. La trama – o sarebbe forse meglio dire le trame – si dispiega come se si trattasse di una recita teatrale in due atti. Gli attori sono sempre gli stessi, ma i ruoli cambiano.

Nella prima parte incontriamo la protagonista, attrice affermata e donna adulta dai tratti asiatici, durante un pranzo in un ristorante elegante di Manhattan. Al suo fianco c’è Xavier, giovane uomo estremamente attraente, che sostiene di essere suo figlio, convinzione che nasce da alcune vecchie interviste in cui l’attrice aveva accennato a una gravidanza interrotta. I lineamenti dei due, simili, sembrano confermare la sua tesi. L’improvviso arrivo del marito, Tomas, completa una scena costruita con una precisione quasi coreografica, in cui si condensano i grandi temi del romanzo: che cos’è la verità? Che cosa rende un legame autentico? E quanto siamo, in fondo, il frutto delle storie che raccontiamo su di noi?

Il “secondo atto” ribalta le carte. Xavier, questa volta, è il figlio biologico dell’attrice e di Tomas. Ai tre personaggi si aggiunge la fidanzata di Xavier, ulteriore variabile di un equilibrio costantemente percepito come precario.
La narrazione accelera bruscamente nelle ultime pagine, in un vortice di episodi che oscillano tra il rocambolesco e il surreale. Il finale, perfetto per stile e impatto – come d’altra parte era stata l’apertura – non offre risposte, ma piuttosto moltiplica gli interrogativi. È un epilogo dal gusto postmoderno, che lascia chi legge nello spazio dell’interpretazione.

Audizione è, prima di tutto, un romanzo psicologico: la narrazione sposta il focus dalla trama e si sofferma su ciò che accade nella mente dei personaggi. Kitamura, quasi come una burattinaia, usa le loro storie per sondare questioni universali, in particolare la tensione tra ciò che un legame può essere e ciò che effettivamente è. In questo romanzo, l’essenza del racconto sta nella possibilità, più che nella realtà, delle relazioni, e il senso di ambiguità – e un ricordo di Uno, nessuno e centomila di Pirandello – permea l’intero romanzo.

Vedere Tomas in quel ristorante mi aveva turbata, e non solo per via della mia trasgressione – in quel momento avevo capito che Xavier era un segreto, qualcosa che avevo scelto di non condividere con Tomas, pur non sapendo bene il motivo – ma perché mi era sembrato uno sconosciuto, una persona con dei segreti a sua volta. (p. 29)

C’è poi una dimensione apertamente metaletteraria. Il romanzo non si limita a raccontare una storia: la mette in scena. Il rimando teatrale è continuo: la divisione in due atti, il mestiere della protagonista (e anche quello che, sembra, Xavier vuole intraprendere), l’estrema precisione nelle descrizioni, ricchissime di dettagli. Kitamura costruisce una realtà che sembra dare corpo alla massima shakespeariana per cui “tutto il mondo è un palcoscenico”: i suoi personaggi recitano, e proprio nella recita trovano la loro unica forma di verità. Di nuovo, come lettori italiani, percepiamo l’eco di Pirandello, in questo caso di Sei personaggi in cerca d’autore.

Mio padre mi raccontava spesso una barzelletta, anche se più che una barzelletta era una storiella. [..] Diceva di avere un amico che non era più innamorato della moglie, che non si divertiva più con i figli, ma che comunque non voleva abbandonare la famiglia. Voleva solo sentirsi come prima. Allora chiese aiuto alla sua analista. Lei gli disse di fingersi innamorato della moglie. Se avesse finto al meglio delle sue possibilità, alla fine sarebbe tornato ad amarla. E perché sarebbe una barzelletta? chiesi irritata, controllando l’ora. Anne si stava alzando, scrollandosi di dosso le briciole del sandwich.

Oh, disse Xavier. Perché mio padre parlava di sé.

Mia madre era la moglie di cui non era più innamorato, e io, mio fratello e mia sorella eravamo i bambini che non gli davano più gioia. Dopo che ebbe seguito il consiglio dell’analista e si rinnamorò di mia madre, a volte ci scherzavamo su. (pp. 84-85)

Nonostante la sua eleganza e la costruzione quasi perfetta – o forse proprio a causa di questi fattori – Audizione può lasciare un lieve senso di insoddisfazione. Assomiglia molto a un esercizio di stile, così perfetto nell’esecuzione che finisce per assomigliare a tanti altri: è un bel romanzo, ma vi si rintracciano tante, forse troppe caratteristiche della narrativa contemporanea, come la tensione verso la forma impeccabile, la scelta di non offrire risposte, la consapevolezza per cui l’ambiguità è il linguaggio stesso della modernità. Il lettore non può restare spettatore: è chiamato a interpretare, a unire i puntini, a “prendere parte alla scena”. In questo senso, ognuno può leggere nel libro ciò che desidera. Sarebbe bello che qualcuno, prima o poi, chiudesse il cerchio: che portasse al centro della riflessione la voce dell’autore, un punto di vista definito, anche se soggettivo, da cui guardare il mondo che mette in scena.

In definitiva, Kitamura ci consegna un romanzo sottile e sofisticato, che non ha l’ambizione di definire la verità, ma di mostrarci quanto essa sia fragile, mutevole, sempre negoziata, come sempre sottoposta a un’audizione.


Katie Kitamura, Audizione, Torino, Bollati Boringhieri 2025, € 17, 176 pp.

Scarica articolo in PDF
Tags: AudizioneBollati BoringhieriBooker PrizeKatie KitamuraManhattanromanzo psicologicoteatro
Diletta Capocchi

Diletta Capocchi

Nata a Prato, è un’insegnante di lingua inglese in una scuola superiore di Lucca. Il desiderio di fare l’influencer è rimasto in lei a lungo latente, e si è finalmente manifestato con la decisione di aprire, nell’agosto 2023, il profilo IG @chiaredilettanti, dove assieme a una collega recensisce e commenta libri. Le piacciono anche i gatti e i podcast.

Post Correlati

Il passato come sangue (masticato)

Il passato come sangue (masticato)

diManuela Marega
12 Dicembre 2025
0

Francesco Aloia, con la sua opera prima, ci consegna un flusso sanguigno e narrativo che cerca di fare i conti con il passato.

Malinconia per anticipazione. Il viaggio d’inverno di Georges Perec/Il viaggio d’inferno  di Jacques Roubaud

Malinconia per anticipazione. Il viaggio d’inverno di Georges Perec/Il viaggio d’inferno di Jacques Roubaud

diJacopo Narros
10 Dicembre 2025
0

L’idea è semplice: un giovane professore annoiato scopre, nella biblioteca della casa di campagna di un amico, un libretto di un autore romantico mai sentito nominare...

Next Post
Le città di pianura

Le città di pianura

«Forse non c’è scampo. Ma la lotta non è impossibile». Intervista a Neige Sinno

«Forse non c’è scampo. Ma la lotta non è impossibile». Intervista a Neige Sinno

IT: Welcome to Derry e la topografia del male

IT: Welcome to Derry e la topografia del male

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CATEGORIE

  • Blastare
  • Cinema
  • Da Zero a Dieci
  • DIDOc
  • Dieci per Dieci
  • Fumetti
  • Fuori dagli schemi
  • Interviste
  • L'occhio della madre
  • La baleRa bianca
  • Le storie
  • Letterature
  • Mappe
  • Naufragi
  • Nella pancia del vino
  • Plancton
  • Poesia
  • Premio Bergamo
  • Senza categoria
  • Senza impegno
  • Visit Palestine

IN EVIDENZA

Cinema

Sindrome da disadattamento supereroico

2 Giugno 2012
La traduzione poetica: intervista a Carmen Gallo e Renata Morresi
Interviste

La traduzione poetica: intervista a Carmen Gallo e Renata Morresi

22 Luglio 2021
La Balena Bianca

La Balena Bianca – rivista di cultura militante
è un progetto dell’Associazione culturale La Balena Bianca.

info@labalenabianca.com

Privacy Policy Cookie Policy

© 2026 La Balena Bianca - Rivista di cultura militante

No Result
View All Result
  • Letterature
  • Poesia
  • Cinema
  • Naufragi
  • Mappe
  • Premio Bergamo
  • Sostieni la Balena
  • Ciurma

© 2026 La Balena Bianca - Rivista di cultura militante