La Balena Bianca
  • Letterature
  • Poesia
  • Cinema
  • Naufragi
  • Mappe
  • Premio Bergamo
  • Sostieni la Balena
  • Ciurma
No Result
View All Result
  • Letterature
  • Poesia
  • Cinema
  • Naufragi
  • Mappe
  • Premio Bergamo
  • Sostieni la Balena
  • Ciurma
No Result
View All Result
La Balena Bianca
No Result
View All Result
Home Cinema

Indivisibili: mi manda Paolo Sorrentino

Maria Valentina PrincipidiMaria Valentina Principi
17 Ottobre 2016
in Cinema, Senza categoria
0
Indivisibili: mi manda Paolo Sorrentino

È uscito in sala il 29 Settembre il film Indivisibili, regia di Edoardo De Angelis, presentato fuori concorso alla 73° Mostra del Cinema di Venezia. Tre giorni prima l’ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali) aveva dichiarato che sarebbe stato Fuocoammare di Gianfranco Rosi a rappresentare l’Italia agli Oscar e Paolo Sorrentino, pur membro della stessa commissione esaminatrice, aveva espresso tutte le sue perplessità a proposito della scelta. Fuocoammare, che racconta una Lampedusa divisa fra nativi e migranti, è infatti un documentario e avrebbe potuto concorrere agli Oscar nella specifica categoria, lasciando spazio anche a un’opera di finzione: l’Italia avrebbe così avuto la possibilità di farsi notare con ben due pellicole agli Academy Awards. E Sorrentino, ultimo autore ad averci regalato l’ambita statuetta nel 2014, avrebbe scelto proprio l’ultimo film di Edoardo De Angelis.
Come La Grande Bellezza dipinge una Roma malata, sordida, stanca eppure magnifica nella sua imperiale maestosità, così Indivisibili, seppur ambientato in un periferico Castel Volturno, ci rimanda subito al folklore, al bigottismo e alla corruzione tipicamente partenopea: tratti stereotipati di un’Italia da Sopranos che la giuria americana tende ad apprezzare.

Il film narra di due gemelle siamesi disumanamente trasformate dai genitori in una macchina da soldi: come fenomeni da baraccone cantano alle feste dei ricchi, dei poveri e pure a quelle dei santi. Convinte fino alla maggiore età da famiglia e medici del loro essere “indivisibili”, le due ragazze entrano in crisi non appena scoprono, grazie a un chirurgo svizzero, che potrebbero separarsi senza rischi e condurre un’esistenza normale. Il film racconta delle battaglie che le protagoniste combattono per ottenere un’autonomia fisica e psicologica cui prima non avevano neppure pensato, ma che diviene improvvisamente – in particolare per una delle due – una prospettiva irrinunciabile.
Di certo, entrando in sala intrigati dalle dichiarazioni di Sorrentino e da una trama piuttosto originale, le aspettative sono molto alte ed è per questo che i difetti dell’operazione del giovane regista napoletano Edoardo De Angelis – giunto con questo film alla sua terza prova, dopo un audace Mozzarella Stories ed un sorprendente Perez – si fanno più evidenti. Ma andiamo con ordine.
Ottima l’idea e interessante la scelta di caratterizzazione agli antipodi delle due protagoniste, che assume – e non deve passare inosservato – significati metaforici di una certa pregnanza: non solo due anime imprigionate in un unico corpo in perenne e obbligata comunicazione, ma anche due emisferi dello stesso cervello (Dasy istintiva e passionale, Viola riservata e razionale), due voci dal timbro simile eppure portatrici di verità completamente differenti, diametralmente opposte, come a confermarci che oltre alla genetica e ai condizionamenti esterni, identici per entrambe per forza di cose, ci deve anche essere una qualche spinta soprannaturale che spinge gli individui a diventare quello che sono, (in)divisibili e irripetibili. Un punto di partenza folgorante quindi, ma uno svolgimento del tema un po’ fiacco, ripetitivo e confuso, senza una direzione chiara né nella scrittura né nella regia, come reso evidente dalla presenza di tre finali in sequenza che ci portano progressivamente verso una chiusa buonista che non può che impoverire l’opera. Il film, già troppo carico di dialoghi e spiegazioni inutili, si perde in superflue citazioni cinematografiche, come quelle tratte da Freaks di Tod Browning, a cui si devono i nomi delle protagoniste e la scena meno risolta del film, sorrentiniana e felliniana insieme: l’orgia sulla barca del presunto agente Marco Ferreri, nome che è ulteriore citazione del regista de La Donna Scimmia.

Tanti spunti insomma, ma poca comunicazione; i personaggi rimangono bidimensionali, non hanno un’evoluzione, e anche quando si offrono dei percorsi narrativi interessanti, questi vengono lasciati cadere ingenuamente senza approfondimento alcuno. Per esempio la ludopatia del padre, interpretato da Massimiliano Rossi. Quest’ultimo ci regala un’ottima prova interpretativa, oltreché un primo piano già di suo evocativo di sofferenza; al suo fianco Antonia Truppo, la madre, reduce della vittoria ai David di Donatello, si riconferma un’interprete eccezionale. Le due ragazze, le sorelle Fontana, considerata la difficoltà del ruolo d’esordio, sono sicuramente da tenere d’occhio e le poche incertezze vanno loro perdonate.
Forse la scelta giusta sarebbe stata far concorrere Fuocoammare nella sezione dei documentari, ma di certo Indivisibili non era la pellicola adatta a rappresentare l’Italia agli Oscar. Che fosse invece Suburra di Stefano Sollima, tra le sette proposte dell’ANICA, il film più risolto e adatto ad una competizione internazionale?

Tags: Edoardo De AngelisIndivisibilioscarPaolo Sorrentinorecensione
Maria Valentina Principi

Maria Valentina Principi

Classe 1989, Milano. Dopo essersi diplomata al Manzoni si mette in testa che vuole fare l'attrice. Così si trasferisce a Roma dove frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia. Tra un lavoretto e un altro poi (ri)comincia a scrivere, articoli e racconti soprattutto. Anche un romanzo, ma è ancora inedito. Quindi acqua in bocca...

Post Correlati

Come cinema e fotografia sanno mostrare l’invisibile: su L’inquietudine dell’immaginario di Pietro Bianchi

Come cinema e fotografia sanno mostrare l’invisibile: su L’inquietudine dell’immaginario di Pietro Bianchi

diAngelo Bonfanti
16 Settembre 2026
0

Angelo Bonfanti recensisce "L'inquietudine dell'immaginario" di Pietro Bianchi, saggio che teorizza la capacità del cinema e della fotografia di aprire squarci sull'inconscio e sul "reale" che...

primetime_film_venezia_83_recensione

Venezia 83: Primetime di Lance Oppenheim e l’esperienza immersiva del male

diMassimo Cotugno
14 Settembre 2026
0

Il primo lungometraggio di finzione del giovane documentarista porta sullo schermo il caso di Chris Hansen e del successo del suo controverso programma televisivo. Tra teatralità...

Next Post
Il pilota automatico: riflessioni su filosofia e terrorismo

Il pilota automatico: riflessioni su filosofia e terrorismo

Luce e inquietudine della Fotografia Etica

Luce e inquietudine della Fotografia Etica

The Young Pope e l’invisibilità del potere

The Young Pope e l'invisibilità del potere

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CATEGORIE

  • Blastare
  • Cinema
  • Da Zero a Dieci
  • DIDOc
  • Dieci per Dieci
  • Fumetti
  • Fuori dagli schemi
  • Interviste
  • L'occhio della madre
  • La baleRa bianca
  • Le storie
  • Letterature
  • Mappe
  • Naufragi
  • Nella pancia del vino
  • Plancton
  • Poesia
  • Premio Bergamo
  • Senza categoria
  • Senza impegno
  • Visit Palestine

IN EVIDENZA

Ritratto di Houellebecq come veggente miope
Letterature

Ritratto di Houellebecq come veggente miope

26 Febbraio 2021
Pericoli, bifolchi e nemici: su «La rivolta dello stile» e «Neofascismo in grigio»
Naufragi

Pericoli, bifolchi e nemici: su «La rivolta dello stile» e «Neofascismo in grigio»

23 Giugno 2021
La Balena Bianca

La Balena Bianca – rivista di cultura militante
è un progetto dell’Associazione culturale La Balena Bianca.

info@labalenabianca.com

Privacy Policy Cookie Policy

© 2026 La Balena Bianca - Rivista di cultura militante

No Result
View All Result
  • Letterature
  • Poesia
  • Cinema
  • Naufragi
  • Mappe
  • Premio Bergamo
  • Sostieni la Balena
  • Ciurma

© 2026 La Balena Bianca - Rivista di cultura militante