La Balena Bianca
  • Letterature
  • Poesia
  • Cinema
  • Naufragi
  • Mappe
  • Premio Bergamo
  • Sostieni la Balena
  • Ciurma
No Result
View All Result
  • Letterature
  • Poesia
  • Cinema
  • Naufragi
  • Mappe
  • Premio Bergamo
  • Sostieni la Balena
  • Ciurma
No Result
View All Result
La Balena Bianca
No Result
View All Result
Home Poesia

Gli ideali evaporati: su “Omonimia” di Jacopo Ramonda

Damiano SinfonicodiDamiano Sinfonico
5 Febbraio 2019
in Poesia
0
Gli ideali evaporati: su “Omonimia” di Jacopo Ramonda

Jacopo Ramonda, esordiente con Una lunghissima rincorsa (Bel Ami, 2014) e poi incluso nel XIII Quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2017), ha da poco dato alle stampe il suo secondo libro, Omonimia, pubblicato da Interlinea nella collana Lyra giovani. Nella prima sezione (Nomi) si ritrovano, con alcune aggiunte, alcune prose del Quaderno, le quali sviluppano narrativamente vicende di personaggi dotati di nome proprio; a ciascuno sono dedicate dalle due alle cinque prose. La seconda sezione è quella eponima (Omonimia) e raccoglie un ampio gruppo di testi inediti (e per questo motivo mi ci soffermerò maggiormente), costituito da prose brevissime in prima persona che cominciano così: “Mi chiamo Andrea”.

Qui la ricerca dell’autore si sofferma sull’omologazione e l’affievolimento dell’identità, accentuati dall’ambiguità di genere insita nel nome Andrea. I tanti io di queste prose sembrano sfaccettature di uno stesso personaggio, oppresso da un senso di deriva, di insignificanza, di rovina e di disgregazione. In nessuna confessione si accenna a una possibilità di cambiamento: una condizione di stasi imprigiona questi cloni, degni discendenti dei personaggi di Svevo. Nessuna traccia del narcisismo contemporaneo, della costante esibizione dell’appagamento, di cui il libro offre semmai il risvolto e la critica più amara.

Per queste ragioni si potrebbe riscontrare un precedente nei Personaggi precari di Vanni Santoni (RGB, 2007; Voland, 2013), in cui esistenze comuni dai tratti anche grotteschi venivano ritratte attraverso poche righe. Tuttavia Santoni, per volontà mimetica, rappresenta il degrado esistenziale partendo dal degrado linguistico: si accumulano espressioni sciatte e superficiali, che potrebbero presagire un omologo piano esistenziale. In Ramonda al contrario anche lo squallore o l’acredine sono ingabbiati in una prosa levigata in cui il piacere dell’intelligenza riempie di dignità anche gli aspetti meno gradevoli dell’esistenza.

Si potrebbe istituire un confronto anche con Progetto per S. di Simone Burratti (Nuova Editrice Magenta, 2017), il quale analogamente attua una decostruzione dei miti correnti e insegue un (auto)ritratto poco entusiasmante, quando non squallido o deprimente. Eppure le tecniche sono molto diverse: Burratti crea un’opera incrinata e dissonante, costituita da testi simili nel tono ma disparati nella forma, puntando su una disomogeneità che riflette la deriva del soggetto; Ramonda punta invece su un progetto unitario e coeso, sulla compiutezza dell’opera, sintomo di una volontà di chiarezza autoanalitica nonostante la deriva del soggetto. In Burratti si sente il grido, in Ramonda la musica.

A questo proposito, un ulteriore merito di Omonimia risiede nella varietà delle scelte espressive. Tutte le prose convergono verso un unico ritratto e ognuna mantiene una fisionomia particolare. Dov’è il trucco, verrebbe da chiedere. Di seguito ne seleziono alcune, dando per motivi di spazio preferenza a quelle più brevi (nel libro i testi sono numerati ma disposti senza un criterio numerico):

#487 Mi chiamo Andrea e vivo nella città in cui sono nata: un comune di confine, sospeso tra due lingue.

#457 Mi chiamo Andrea. Penso che io e te supereremo lo squallore e le miserie della coppia, le trappole dell’amore: ne usciremo – non indenni – ma vivi, e insieme.

#55 Mi chiamo Andrea, sono sposato, ho due figli. Penso che l’amore sia una tenia.

#14 Mi chiamo Andrea, e ho la sensazione che sarà una corrente mite quella che ci porterà alla deriva.

#779 Mi chiamo Andrea, e ormai sono irriconoscibile.

Puntellata di pause o distesa in un respiro unico, ciascuna prosa tiene in allerta il lettore. Un fattore comune è il passaggio dalla banalità alla sorpresa conclusiva: forse è dalla frizione tra l’omologazione e la lucidità intellettuale e figurativa che sorge la meraviglia. Lo scarto avviene sempre attraverso vie differenti: che sia un’immagine, un paradosso, una logica conseguenza, il finale funge da centro di gravità di questa scrittura, che non si limita a una referenzialità distaccata ma la scolpisce con energia inventiva, ovvero poetica.

Per chiudere si potrebbe ricordare un passo di Benjamin: «quel che uno ha vissuto è nel migliore dei casi paragonabile alla bella statua che nel corso di vari trasporti ha perso tutte le membra e ora offre soltanto il prezioso blocco di marmo nel quale egli dovrà scolpire l’immagine del proprio futuro» (da Strada a senso unico, Einaudi, 1983). Trascurata una vaga somiglianza tra queste righe e una prosa di Ramonda in cui compaiono due persone ritratte in una foto solamente dal torace alle ginocchia, si potrebbe intravedere nelle esistenze mutile di Omonimia lo stesso stupore di chi osserva un busto corroso, il residuo di un ideale evaporato. Eppure, nonostante il senso di perdita, qualcosa sopravvive in chi guarda, anche fosse solo una scintilla estetica.


316un2A5KmL._SX371_BO1,204,203,200_

Jacopo Ramonda, Omonimia, Novara, Interlinea, 2019, pp. 144, € 12.

Scarica articolo in PDF
Tags: critica di poesiaDamiano SinfonicoInterlineaLyra giovanipoesia contemporaneapoesia in prosaxiii quadernoXXIII Quaderno poesia contemporanea Marcos Y Marcos
Damiano Sinfonico

Damiano Sinfonico

Damiano Sinfonico (Genova, 1987), dottore di ricerca in letteratura italiana, è stato docente di italiano all’Università di Granada e attualmente insegna in un liceo. Ha pubblicato due libri di poesia: Storie (prefazione di Massimo Gezzi, L’arcolaio, 2015) e Lingualuce (L’arcolaio, 2017). Suoi testi si possono leggere in diverse pubblicazioni, tra cui i siti “Le parole e le cose”, “Nazione Indiana”, “Nuovi Argomenti”, “Interno Poesia”, “Poetarum Silva”, “Parco Poesia”. È redattore di “Nuova Corrente”.

Post Correlati

Felici squarci del mondo in rovina. Storie di un secolo ulteriore di Inglese

Felici squarci del mondo in rovina. Storie di un secolo ulteriore di Inglese

diPaolo Vernaglione Berardi
12 Gennaio 2026
0

Paolo Vernaglione Berardi scrive di "Storie di un secolo ulteriore", raccolta di microfinzioni di Andrea Inglese (DeriveApprodi 2024).

Sette consigli di poesia da un natale in fiamme

Sette consigli di poesia da un natale in fiamme

diAchab
19 Dicembre 2025
0

Otto consigli di poesia da una spiaggia in fiamme. (Se ha senso ancora, la poesia, fra le spiagge in fiamme).

Next Post
Roma_film_cuaron

'Roma' di Cuarón e il concetto di immagine tempo

light_of_my_life_film_berlinale_2019

Berlinale 2019: parliamo di umanità

Su “Il mondo nel cerchio di cinque metri” di Luca Vaglio

Su "Il mondo nel cerchio di cinque metri" di Luca Vaglio

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CATEGORIE

  • Blastare
  • Cinema
  • Da Zero a Dieci
  • DIDOc
  • Dieci per Dieci
  • Fumetti
  • Fuori dagli schemi
  • Interviste
  • L'occhio della madre
  • La baleRa bianca
  • Le storie
  • Letterature
  • Mappe
  • Naufragi
  • Nella pancia del vino
  • Plancton
  • Poesia
  • Premio Bergamo
  • Senza categoria
  • Senza impegno
  • Visit Palestine

IN EVIDENZA

L’immagine bugiarda. Sull’ultimo romanzo di Elena Ferrante
Letterature

L’immagine bugiarda. Sull’ultimo romanzo di Elena Ferrante

16 Dicembre 2019
Cadono le foglie, cade la terra, cadiamo tutti
Letterature

Cadono le foglie, cade la terra, cadiamo tutti

15 Aprile 2015
La Balena Bianca

La Balena Bianca – rivista di cultura militante
è un progetto dell’Associazione culturale La Balena Bianca.

info@labalenabianca.com

Privacy Policy Cookie Policy

© 2026 La Balena Bianca - Rivista di cultura militante

No Result
View All Result
  • Letterature
  • Poesia
  • Cinema
  • Naufragi
  • Mappe
  • Premio Bergamo
  • Sostieni la Balena
  • Ciurma

© 2026 La Balena Bianca - Rivista di cultura militante