Site icon La Balena Bianca

Una scaglia di vetro fra gli Oggetti solidi di Virginia Woolf

Oggetti solidi (Racconti edizioni), il volume che raccoglie tutti le prose brevi di Virginia Woolf, verrà presentato al Teatrino di Corte della Villa Reale di Monza sabato 26 novembre, alle 17,30, in occasione di  Il faro in una stanza, il festival dedicato alla scrittrice inglese che si svolgerà dal 25 al 27 novembre: la libraia Raffaella Musicò dialogherà con la curatrice Liliana Rampello e gli editori.


Da qualche anno ci è stato finalmente concesso di tralasciare l’immagine di Virginia Woolf, «sconfitta e travolta dalla morte», che Eugenio Borgna aveva tracciato nel saggio Di armonia risuona e di follia (2012). Scegliendo infatti fra i titoli meno battuti di Woolf, le Edizioni Nottetempo hanno recentemente pubblicato in volume Flush e Freshwater, La Nuova Editrice Berti ha licenziato gli esilissimi Lunedì o martedì e Anon, mentre Feltrinelli, pur stampando in copertina a Gli anni la solita silhouette estenuata della scrittrice, ci ha voluto almeno omaggiare dell’elaborazione grafica di Carlotta Cogliati. L’illustratrice non ci avrà certo esulati dal subire ancora una volta il profilo della giovane Virginia sul piatto anteriore, ma ci invita, se non altro, a rileggerne il volto in chiave iconica su un romanzo che è tra i meno iconici e, probabilmente, il meno conosciuto della scrittrice.

Preferisco sorvolare su Il giardino di Virginia Woolf, che Caroline Zoob ha dato alle stampe dopo essere vissuta in quello stesso giardino, a Rodmell, ben dieci anni. Sorvolo poiché non so proprio se definire ammirevoli o un poco scabrose la solerzia e la devozione che hanno portato Mrs Zoob e consorte ad affittare tanto a lungo la Monk’s House dove vissero e lavorarono i coniugi Woolf.

Si apre su un giardino anche l’ultimo titolo un tempo introvabile e appena riedito, Oggetti solidi, che alza il sipario sulle aiuole di Tavistock Square dalla citazione in esergo (Helen Humphreys, Lost Garden). Ebbene, questo ricco e voluminoso Oggetti solidi, apparso adesso per i tipi di Racconti Edizioni di Roma, con la curatela di Liliana Rampello, potrebbe essere invece annoverato fra i più saldi contributi alla diffusione dell’opera di Virginia Woolf in Italia, considerato il fatto che il doppio Meridiano Mondadori dedicato a Virginia Woolf era estremamente carente sul versante delle short stories.

Ecco quindi che il sottotitolo di Oggetti solidiTutti i racconti e altre prose – interviene a sanare l’irreperibilità di una traduzione completa dei testi brevi woolfiani, ad opera di Adriana Bottini e Francesca Duranti, che –bontà loro – ci risparmiano di dover ricorrere all’e-book di Newton & Compton con quella penosa foto di copertina (Woolf, Tutti i racconti). La traduzione di Bottini e Duranti era già stata pubblicata nel 1988 dalle Edizioni La Tartaruga di Milano (ancora col titolo: Woolf, Tutti i racconti) ma risultava ormai del tutto introvabile.

Oggetti solidi è di facile consultazione poiché allinea i racconti woolfiani in senso cronologico, raggruppandoli a sommario secondo una periodizzazione di cui rende conto l’introduzione della curatrice. Ciascuna sezione, ovviamente datata, individua quindi un arco temporale dell’attività scrittoria di Virginia Woolf e predispone quattro diverse citazioni dell’autrice in esergo – indizio o chiave – tra le quali vorrei ricordare almeno la prima poiché mi sembra graziosa: «Comunque è molto divertente provare a scrivere racconti».

Oggetti solidi è insomma un libro adatto ai curiosi e ai cultori della scrittrice britannica, ma anche un libro che non lesina i dati utili al lettore che si approcci ai testi per la prima volta e voglia semplicemente lasciarsi guidare dal caso aprendo l’alto tomo su un titolo qualsiasi. Se, nelle intenzioni di Virginia Woolf, il romanzo moderno deve riprodurre il proverbiale «alone» e non una «serie di lampioni piantati in forma simmetrica» (Modern Fiction), anche nel compilare Oggetti solidi Liliana Rampello non si limita all’infilzata dei racconti editi nelle diverse raccolte d’autrice, ma rintraccia e accoglie manoscritti e testi pubblicati su rivista, fornendone i riferimenti bibliografici minimi e indispensabili, senza appesantire l’edizione di uno nota storica o biografica.

Sono solo i testi a parlare, fortunatamente.

Sebbene mi sembri fiacca e un po’ romantica la scelta dell’illustrazione di copertina, realizzata da Franco Matticchio per il passo specifico di un racconto poco noto: La vedova e il pappagallo, uscito in Italia per Emme Edizioni nel 1984, la trovo curiosa e singolare, nella misura in cui apre una pista verso un altro volume irreperibile che qui viene rispolverato. È senz’altro una copertina più stimolante dei soliti ritratti femminili di Tamara de Lempicka, Cézanne o Meredith Frampton che si sono susseguiti sulle copertine italiane di Virginia Woolf. Il titolo, d’altro canto, il magnifico titolo selezionato per l’intera raccolta e tratto da un racconto del 1918 (Solid Objects) sembra fornire un’ottima spiegazione alle ragioni che hanno guidato la riedizione delle short stories in questa forma. Le prose brevi di Virginia Woolf scintillano in questa nuova collezione come gli «oggetti mirabili» rinvenuti per caso da John. Il personaggio del racconto «ha saccheggiato tutti i depositi della terra e rastrellato gli intrecciati grovigli dei boschi» non diversamente dall’editore e dalla curatrice che «dedic[andosi] sempre più risolutamente alla ricerca» hanno riesumato racconti e prose sparse, citazioni dal Diario, traduzioni irreperibili e rare illustrazioni, raccolti con la delicatezza con cui si raccoglie «un pezzo di vetro o di porcellana segnati o rotti in modo curioso.»


 

Virginia Woolf, Oggetti solidi. Tutti i racconti e altre prose, Edizioni Racconti, Roma 2016, pp. 494 €19,00


 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le illustrazioni di questo articolo: