La Balena Bianca
  • Letterature
  • Poesia
  • Cinema
  • Naufragi
  • Mappe
  • Premio Bergamo
  • Sostieni la Balena
  • Ciurma
No Result
View All Result
  • Letterature
  • Poesia
  • Cinema
  • Naufragi
  • Mappe
  • Premio Bergamo
  • Sostieni la Balena
  • Ciurma
No Result
View All Result
La Balena Bianca
No Result
View All Result
Home Letterature

Malinconia per anticipazione. Il viaggio d’inverno di Georges Perec/Il viaggio d’inferno di Jacques Roubaud

Jacopo NarrosdiJacopo Narros
10 Dicembre 2025
in Letterature
0
Malinconia per anticipazione. Il viaggio d’inverno di Georges Perec/Il viaggio d’inferno  di Jacques Roubaud

L’idea è semplice: un giovane professore annoiato scopre, nella biblioteca della casa di campagna di un amico, un libretto di un autore romantico mai sentito nominare neanche per sbaglio, che contiene assurdamente tutti i versi più celebri della poesia francese del tardo Ottocento prima che siano stati scritti dai loro stessi autori.

Aggiungiamo qualche nome (Vincent Degraël è il giovane professore; Il viaggio d’inverno il titolo del libro misterioso; Hugo Vernier, il nome dell’autore sconosciuto che non compare in nessuna storia della letteratura) e abbiamo il nocciolo di Il viaggio d’inverno, racconto di Georges Perec edito per la prima volta nel 1979 e ora pubblicato da Quodlibet con un sequel uscito dalla penna di Jacques Roubaud, Il viaggio d’inferno (traduzioni, rispettivamente, di Gianni Celati e di Ermanno Cavazzoni).

Nel racconto di Perec l’ipotesi che prende piede e agisce come una potentissima calamita paranoica lungo il pugno di pagine del testo è che molti degli scrittori più blasonati della letteratura francese siano dei gran farabutti che hanno saccheggiato e plagiato l’opera di un geniale, ombroso scrittore rimasto sconosciuto. Ce n’è abbastanza per fare perdere la testa al protagonista: ustionato da questo terribile sospetto, il suo destino sarà marchiato da ricerche furiose lunghe quanto la sua vita.

Questo caso di filologia fantastica prende, fin dalle prime righe, il ritmo del giallo storico. Siamo nel 1939: Degraël si segna su un quaderno la lista degli autori che avrebbero rubato i loro versi famosi dal Viaggio d’inverno (tra gli altri: Rimbaud, Mallarmé, Verlaine, Lautréamont), ma scoppia la guerra, la casa di campagna con la relativa biblioteca viene bombardata, il libro sparisce, svanisce ogni prova, si intensifica l’ossessione che farà del professorino Degraël una vittima dell’utopia di far saltare il canone letterario.

In sostanza, entra in azione quella Storia con la “S” maiuscola che Perec, nel suo W o il ricordo d’infanzia chiama, con un gioco di parole, «l’Historie, avec sa grande hache» (acca/ascia), quella Storia responsabile di aver reciso con un taglio netto, nel secondo conflitto mondiale, anche la famiglia e l’infanzia dell’autore. Il viaggio d’inverno non è solo la cronaca di un enigma bibliografico che ribalta il mondo della letteratura francese dell’Ottocento; è anche un racconto sottilmente autobiografico che ha una sua grazia malinconica. 

Leggere Perec richiede spesso di sintonizzarsi verso microscopici rimandi impliciti (solo così si coglie, per esempio, vista la sua reticenza, la velata autobiografia sparsa nei suoi scritti): Hugo Vernier il fantomatico autore del Viaggio d’inverno, sarebbe nato (nel 1836, cioè cento anni prima di Perec) e morto in paesi che iniziano per “V”, come il suo cognome, mentre la sua opera esce dai torchi di una tipografia il cui marchio inizia per “H”, come il suo nome («Hervé Frères»). “H” e “V”, oltre a essere le iniziali invertite di Victor Hugo (col quale Hugo Vernier, proprio per questo motivo, viene confuso all’interno degli epistolari letterari), sono anche le iniziali dell’unico autore ottocentesco non esistente che compare in questo racconto: Hippolyte Vaillant.

Jacques Roubaud, amico fraterno di Perec e compagno di scorribande letterarie e combinatorie nel gruppo francese di scrittura sperimentale dell’Oulipo, ha scritto nel 1992 con il suo Il viaggio d’inferno (Le voyage d’hier, in originale) una suite del Viaggio d’inverno, una continuazione cronologica (qui siamo nel 1980) che è la prova di come una storia possa vivere oltre il proprio autore e proliferare in altre menti. Basti dire che nel testo di Roubaud ogni dettaglio del racconto originario viene amplificato, trasformato in un’occasione per estenderne l’arco temporale (nel passato e nel futuro) e geografico, arrivando, tra cavillosità frastornanti e arguti avvitamenti, al punto di fare incontrare lo stesso Perec (nel 1980 ancora vivo: morirà il 3 marzo 1982, pochi giorni prima di compiere 46 anni) con il figlio di un suo personaggio.

Giocando a sognare l’esplosione di un codice (questa vicenda di un plagio impossibile è la traduzione narrativa di un paradosso che l’Oulipo registra come «plagio per anticipazione»), di viaggio in viaggio, se ne crea così un altro, di codice: scrivere diventa un gesto condivisibile, socializzabile, una gara scanzonata e uno scherzo che sfiora continuamente la morte e la follia, in nome della sottoscrizione di alcune premesse inaggirabili, che fanno da regole del gioco (ci si muove dentro al mondo d’invenzione del racconto, se ne rispetta l’universo di possibilità).

Un’ultima considerazione. I due testi escono oggi, come dicevo, nelle traduzioni inedite di Celati e Cavazzoni, i quali firmano anche una coppia di postfazioni appaiate alle rispettive versioni. Questa è un’occasione per tornare alle parole di Celati, al suo amato Perec e all’ombra di un personaggio di Hermann Melville, Bartleby lo scrivano, il cui silenzio si deposita su tutte queste pagine, e sui casi degli uomini che raccontano.


G. Perec, J. Roubaud, Il viaggio d’inverno/Il viaggio d’inferno, trad. di E. Cavazzoni e G. Celati. Macerata. Quodlibet, 2025, 80 pp., € 12.

Scarica articolo in PDF
Tags: Compagnia ExtraErmanno CavazzoniGeorge PerecGianni CelatiJacques RoubaudQuodlibet
Jacopo Narros

Jacopo Narros

Jacopo Narros (1990) ha scritto "Dieci piccole trasformazioni dell’aula scolastica" (Industria&Letteratura, 2024), il saggio "Il Gran Sottisier" (Milano University Press, 2023) e ha tradotto dal francese la "Bibliografia dei folli" (Quodlibet, 2015) di Charles Nodier. È redattore della rivista letteraria «Nuova Tèchne» (Quodlibet) ed è membro dell’Oplepo (Opificio di Letteratura Potenziale). Alcune sue recensioni e interventi letterari sono usciti, oltre che per La Balena Bianca, per AOQU, Diario perpetuo, doppiozero, Griseldaonline.

Post Correlati

Premio Bergamo: i finalisti dell’edizione 2026

Premio Bergamo: i finalisti dell’edizione 2026

diAchab
22 Gennaio 2026
0

Sono stati presentati i cinque finalisti della XLII edizione del Premio Bergamo: Pierantozzi, Baroncelli, Pareschi, Matteucci e Terrinoni.

Aspettando il nulla: riscoprire Charles Willeford

Aspettando il nulla: riscoprire Charles Willeford

diMatteo Scifoni
21 Gennaio 2026
0

Guardare l’abisso con una risata strozzata in gola: è l'effetto che fanno i romanzi di Charles Willeford, romanziere mai canonizzato eppure maestro del noir.

Next Post
Il passato come sangue (masticato)

Il passato come sangue (masticato)

Un’esperienza assoluta. La solitudine secondo Tommaso Tuppini

Un'esperienza assoluta. La solitudine secondo Tommaso Tuppini

Alta fedeltà: i consigli musicali della Balena Bianca

Alta fedeltà: i consigli musicali della Balena Bianca

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CATEGORIE

  • Blastare
  • Cinema
  • Da Zero a Dieci
  • DIDOc
  • Dieci per Dieci
  • Fumetti
  • Fuori dagli schemi
  • Interviste
  • L'occhio della madre
  • La baleRa bianca
  • Le storie
  • Letterature
  • Mappe
  • Naufragi
  • Nella pancia del vino
  • Plancton
  • Poesia
  • Premio Bergamo
  • Senza categoria
  • Senza impegno
  • Visit Palestine

IN EVIDENZA

#PremioBg18 – “Come sugli alberi le foglie” di Gianni Biondillo
Letterature

#PremioBg18 – “Come sugli alberi le foglie” di Gianni Biondillo

15 Marzo 2018
Cinema

Verso una redenzione

7 Luglio 2012
La Balena Bianca

La Balena Bianca – rivista di cultura militante
è un progetto dell’Associazione culturale La Balena Bianca.

info@labalenabianca.com

Privacy Policy Cookie Policy

© 2026 La Balena Bianca - Rivista di cultura militante

No Result
View All Result
  • Letterature
  • Poesia
  • Cinema
  • Naufragi
  • Mappe
  • Premio Bergamo
  • Sostieni la Balena
  • Ciurma

© 2026 La Balena Bianca - Rivista di cultura militante