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Home Letterature Fumetti

Metax di Antoine Cossé: lo sfruttamento di suolo crea dipendenza

Giulia SarlidiGiulia Sarli
30 Settembre 2024
in Fumetti, Letterature
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Metax di Antoine Cossé: lo sfruttamento di suolo crea dipendenza

Pubblicato per Fantagraphics nel 2022, l’ultimo lavoro di Antoine Cossé, fumettista parigino di formazione anglosassone, Metax, arriva in Italia quest’anno con Add editore, grazie alla traduzione di Claudia Durastanti.

Ascrivibile alla climate fiction, il fumetto di Cossé segue una linea narrativa di ambientazione fantastica volutamente semplice e, a tratti, sfumata: siamo nella città-stato di Ronin, ricchissima per via dei giacimenti di Metax, sostanza dagli enormi poteri curativi, scoperti dai padri fondatori. Nel tempo del racconto, gli scavi coordinati da ingegneri-schiavi non danno più frutto, a causa anche dell’intervento di un gruppo di bambini-terroristi che fanno di tutto per salvare il territorio e proteggere il giardino di Metax, ultimo luogo in cui tale sostanza sopravvive. Controindicazione dello sfruttamento di terreno è un virus misterioso, trasmesso per via aerea tramite le polveri disperse nelle esplosioni, che ha come sintomo evidente la comparsa di un cielo stellato negli occhi, una notte che rapida prende il possesso del volto e della vita di chi contrae la malattia.

La trama scarna della fiaba distopica di Cossé permette all’immagine di prendere il sopravvento, dando vita a un universo onirico che si impone fin dalle prime tavole, lasciando alle battute di dialogo un ruolo secondario. Per rendere la desolazione del presente, Cossé sceglie il bianco e nero e il marrone seppia, interrotti soltanto dal pieno di colore con cui è rappresentato il giardino di Metax. Il piano di irrealtà su cui si muove Cossé, che gioca sul filo tra prosa e poesia, è evidente fin dall’incipit del libro: una donna tiene in mano una sfera nera in cui sono riflesse delle stelle e in mezzo a esse compare un cavallo bianco.

È uno dei cavalli che il re di Ronin libera al mattino e fa correre per la città ed è forse proprio quello che viene colpito da una bambina-terrorista e stramazza in terra con l’occhio spalancato che mostra le stesse stelle della sfera. Il cavallo, simbolo del sogno per eccellenza, rappresenta anche la natura sfiancata dall’intervento dell’uomo. Il suo corpo è accasciato in un’ambientazione lunare, frastagliata dai crateri delle esplosioni, spoglia di vegetazione. Qui è il paradosso: gli uomini bramano il Metax in grado di curare anche la morte, ma è proprio la loro smania di possederne sempre di più la causa principale del relitto ambientale in cui stanno trasformando la città.

I bambini che formano “la resistenza” contro lo sfacelo del potere, il volto nascosto da maschere da diavolo, hanno pillole che permettono loro di trasformarsi in uccelli e sfuggire alle forze nemiche.

Sono loro i guardiani del giardino di Metax, dove ancora vivono i colori. È loro il compito di salvare la natura contro la cupidigia degli adulti, anche a costo di perdere l’infanzia e impugnare le armi.

Il fumetto di Antoine Cossé si sviluppa in quasi 300 pagine. A scene rapide in cui la tavola è divisa in sei vignette più propriamente narrative, dove sono messi in scena i dialoghi tra i personaggi, si alternano tavole in cui la distinzione tra le vignette diventa rarefatta e lo spazio rappresentato un paesaggio quasi astratto, da sogno, vero protagonista del racconto. Cossé afferma in un’intervista di aver introdotto tale tecnica influenzato dai manga Garo, una rivista mensile fondata nel 1964 da Katsuichi Nagai e attiva fino agli anni 2000, fucina di giovani artisti in cerca della propria voce e di strade nuove e più impegnate rispetto alle pubblicazioni mainstream in cui non riuscivano a riconoscersi. Da questa lettura Cossé scopre e fa sua una capacità di dare movimento e velocità alla narrazione impossibili utilizzando la griglia classica. 

È un sogno, sì, quello di Cossé, ma che dice molto sul nostro mondo, interpretando lo sfruttamento di combustibili fossili come una dipendenza mortifera collettiva. Saremo pronti, come sembra auspicare Fabio Deotto nella quarta di copertina, a disintossicarci?


Antoine Cossé, Metax (2022) – trad. it. Claudia Durastanti: Metax, add editore, Torino, 2024, pp. 296 (colori), formato 17×24 cm, €28.

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Tags: climate fictiondistopiaEcologiafiabefumettographic novel
Giulia Sarli

Giulia Sarli

Si è laureata in lettere con una tesi su Daniele Benati all'università di Bergamo, città in cui vive. Per amore dei libri passa il suo tempo tra librerie e biblioteche. Quando può scappa a Marsiglia a guardare il mare.

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