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Home Interviste

Ironia come biscotti: intervista a Daniel Cuello

Massimo CotugnodiMassimo Cotugno
7 Novembre 2018
in Interviste
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Daniel_Cuello_intervista_La_Balena_bianca

Daniel Cuello – autore di Residenza Arcadia e Guardati dal Beluga Magico – è uno di quei fumettisti capaci di cogliere con rapidi segni tutta la verità di un gesto. Le sue strisce piene di ironia si chiudono a volte con amare riflessioni, in un’alternanza di registri padroneggiati con estrema sensibilità. All’ultimo Festivaletteratura di Mantova ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con lui.

Ti stupisce che ci siano numerosi fumettisti invitati a un festival di letteratura?

No, era naturale che succedesse. Il fumetto si è preso finalmente il posto che gli spetta e ora può essere considerato un libro come tutti gli altri. L’unica differenza è che c’è una parte disegnata in più rispetto alla parte testuale. Per il resto considero i fumetti identici a un libro “normale”. Quindi era ora che ci fosse questa parità (o quasi) tra fumetto e letteratura.

E qual è la letteratura che preferisci?

Sono stato un fanatico della saggistica. Quando ero ragazzino leggevo Il giro del mondo in 80 giorni di Jules Verne, poi ho incominciato a leggere e studiare opere che mi dessero nozioni scientifiche o che mi spiegassero meglio eventi realmente accaduti. Adesso oltre alla saggistica leggo anche molta fiction e romanzi di fantasia, anche se prediligo le storie realistiche. Il mio libro preferito, da molti considerato un romanzo molto noioso, è Quel che resta del giorno di Kazuo Ishiguro. Ha vinto il premio Nobel l’anno scorso – per cui un po’ mi vanto di avergli dato credito prima che ricevesse il premio – e racconta di un maggiordomo in apparenza molto semplice, molto triste, che per tutta la vita non ha fatto altro che servire il suo padrone. Eppure, la sua semplicità viene raccontata in modo tale che il lettore prova subito empatia per quest’uomo e per il suo amore mancato con la governante. Insomma, prediligo libri che trattano soprattutto la quotidianità.

Ishiguro_libro

In effetti è proprio la quotidianità la dimensione che è protagonista nei tuoi fumetti e nelle tue strisce online. Mi è sembrato di notare una certa tendenza nei nuovi autori: quella di raccontare i piccoli fatti della vita in maniera ironica, per poi introdurre temi molto più drammatici e forti. 

Certo, la comicità, l’ironia e il parlare di cose comuni a tutti, come i social e le piccole manie quotidiane  – per esempio l’ossessione per gli assaggini ai supermercati – sono tutti strumenti, come dei biscotti che colloco all’inizio o alla fine del libro per attirare il lettore. Poi quando il lettore è ormai dentro il racconto, inizio a dargli le “mazzate” virando su temi molto più seri. In Residenza Arcadia il procedimento è stato proprio quello: all’inizio sembra quasi un libro comico, poi si parla di solitudine e totalitarismi. La comicità e la rappresentazione di un vissuto quotidiano condiviso sono modi per avvicinarsi al lettore. Più si parla di ciò che si vive in prima persona, più è facile creare un legame con il lettore.

residenza_arcadia

Nella tua opera crei un vero e proprio alter ego, il personaggio Daniel Cuello. Che funzione dai a questo tuo gemello in 2D?

Sai, il fumetto per me è come scrivere un diario, butto dentro le cose che vivo e penso, magari estremizzandole, ma anche quelle più nonsense sono autentiche. Quindi il mio alter ego non è altro che me stesso stilizzato, con i tratti salienti. Trovo fondamentale che i personaggi che realizzo abbiano una netta espressività del volto. Il personaggio Daniel Cuello per esempio non ha il naso, perché il naso non è necessario per rappresentare le sue emozioni. I tratti importanti sono la bocca e le sopracciglia. E anche in Guardati dal Beluga magico ho caricato questo aspetto dando spazio a vignette mute, in cui il senso passa unicamente attraverso l’espressività dei volti.

Oltre all’espressività del volto so che hai anche una vera fissazione per le mani.

Perché sono una delle cose più difficili da disegnare. È stata una sfida, disegnare mani con cinque dita, senza ridurle a quattro come spesso si fa per aggirare l’ostacolo – per esempio nei fumetti Disney – e una volta imparato per me è diventato un puro divertimento.

Ti piacerebbe un giorno finire tra i finalisti di un premio letterario come lo Strega?

Perché no? Grandi come Gipi e Zerocalcare ce l’hanno fatta. Ormai la barriera tra libro e fumetto è stata abbattuta e se un’opera disegnata riesce a trattare tematiche un tempo solo appannaggio della letteratura, perché no?

COVER GUARDATI DAL BELUGA MAGICO (1)

 

Tags: bao publishingDaniel CuelloFestivaletteratura
Massimo Cotugno

Massimo Cotugno

Laurea magistrale in lettere, una passione per la comunicazione digitale, una fissa per l'illustrazione e un'ossessione per il cinema. Sorrentiniano della prima ora e di fede lynchana, studia il mondo delle serie televisive e tenta da sempre di organizzare un cineforum privato. Ha un podcast che si intitola "Strappare i biglietti" in cui parla di libri sul cinema.

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